New CD

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Emanuele Casale
by mdi ensemble

Yoichi Sugiyama, conductor

11  for ensemble and electronics
Questo è un gruppo e pace  for piano, string trio and electronics
Esistere lago, nulla e un tempo  for ensemble
7  for string quartet
5  for flute, clarinet and electronics

CD

ANNOTAZIONI D’ASCOLTO / NOTES FOR LISTENING
Italiano / English

Due aree espressive parallele si delineano nella musica che ho scritto fino a questo momento: la tendenza ludica e l’inclinazione meditativa. La prima riguarda brani in cui vorrei scorgere teatralità ironica, certe sfumature del grottesco e propensione al groove (5, 7, 11 e Questo è un gruppo e pace); la seconda si trova in composizioni orientate alla ricerca del gesto gentile e intimista (Esistere lago, nulla e un tempo e altri brani non presenti in questo CD). In ambedue le personalità musicali si ritrovano degli elementi comuni, come la volontà di cercare una personale retorica musicale, l’espressione diretta e la smania d’evitare il senso di decadenza. Le implicazioni dell’espressione diretta sono la concisione, la comunicazione esplicita, la trasparenza strutturale e l’inclinazione verso equilibri formali classici. Questi propositi mi hanno aiutato a comprendere quant’è difficile approdare ad architetture semplici. Quanto all’espressione decadente, l’ho sentita in musiche che mi trasmettono un senso di disfacimento negativo, e in Germania l’ho percepita nelle sue forme più lampanti: dai grattati e sfregamenti sugli strumenti musicali in concerti noise berlinesi alle vetrine dei sexy shop di Francoforte, dove non c’era niente che non fosse graffiante e doloroso. Nulla da ridire su tutto questo, ma a partire da un certo momento ho pensato che se avessi avuto idee musicali sadomaso le avrei legate a una percentuale di divertissement, come a volerle diluire nel gioco, oppure le avrei tradotte in movenze garbate.

Nei brani con elettronica, la mia aspirazione è far percepire che la musica è scritta “ora”, nel momento in cui la realizzo. Vorrei avere questa esigenza anche tra molti anni, quando parafrasando Picasso avrò intuito che occorre molto tempo per diventare giovani. Mi capita d’ispirarmi al mondo della musica elettronica con tendenze ritmiche. Ho iniziato a farlo nel 1999, con uno studio per flauto ed elettronica, e ancor di più con 5, scritto nel 2002. In conservatorio ho spesso a che fare con dj/producer, appassionati di synth pop, cultori dell’experimental techno e così via. Tutto ciò non può non influire, almeno in parte, su ciò che scrivo. L’elettronica dei miei brani è spesso concepita come elemento sincronico. Le strutture ritmiche sono caratterizzate da ciò che chiamo espressione digitale, dove la parola “digitale” non è intesa soltanto nella sua accezione comune, ma come forma espressiva fatta di ritmi quantizzati che “spaccano” il millisecondo. Proprio tale accuratezza del flusso temporale dovrebbe far scaturire l’espressione digitale. L’elettronica è sovrapposta o agganciata agli strumenti dal vivo per restituire un sound tendenzialmente “geometrico”, rettilineo, assimilabile a figure digitali discretizzate. Attraverso i suoni sintetici e le elaborazioni elettroniche, dunque, cerco di delucidare il senso dell’articolazione ritmica.

In vari momenti di 5, 7, 11 e Questo è un gruppo e pace vi sono strutture a incastri. Per indicare alcune idee basilari di tali brani, si potrebbe parlare di “segmentazione ritmico-dialogica”: tra uno strumento e l’altro s’instaurano rapidi scambi gestuali di matrice ritmica, vi sono azioni/reazioni tra gruppi di note (o tra note e timbri), dialettiche ironiche e fulminee tra frammenti sonori che si completano a vicenda. Esistere lago, nulla e un tempo sviluppa invece idee speculari a quelle appena esposte: unione più che frammentazione, quiete anziché frenesia… Forse la duplicità caratteriale citata all’inizio è un modo inconscio per generare l’idea di opposti che si completano, come a voler richiamare la figura di un tao musicale.

Non volendo dare riferimenti circostanziati ai titoli, ho utilizzato numeri che identificano i brani, come 5, 7 e 11. Vi sono anche titoli non numerici di stampo vagamente dadaista che nascono dall’attrazione per il nonsense. Si tratta di frasi concepite come piccole composizioni di parole: il significato non ha la priorità nella scelta dei termini, come se ogni singolo vocabolo fosse una nota o un timbro.

Concludo elencando quasi di getto ciò che potrebbe aver influenzato le composizioni che scrivo: il carattere della musica strumentale italiana del Sei e Settecento, i quadri di Klee e Mirò, il relativismo, il sampling, i disegni colorati dei bambini, le illustrazioni allegre di Jacques Callot, l’elettronica IDM, il sequencer MIDI, le foto di Wilhelm von Gloeden, l’ironia di Rossini, gli scritti dadaisti di Tristan Tzara, certi paesaggi scomparsi…

Emanuele Casale

Two parallel areas of expression have characterised the music that I have written up to now: a ludic tendency and an inclination towards the meditative. The former pertains to the pieces in which I would like to discern an element of ironic theatricality, certain hints of the grotesque and a propensity towards groove (5, 7, 11 and Questo è un gruppo e pace); the latter is found in compositions oriented towards a search for the intimate and kind gesture (Esistere lago, nulla e un tempo and other pieces not included in this CD). In these two musical personalities there are some common elements, like the desire to seek a personal musical rhetoric, directness of expression and a yearning to avoid a sense of decadence. The implications of the direct expression are concision, explicit communication, structural transparency and an inclination towards classical formal equilibriums. These concerns have helped me to understand how difficult it is to arrive at simple architectures. As for the expression of decadence, I have heard it in music that transmits to me a sense of negative decomposition, and in Germany I perceived it in its most glaring forms: from the scratching and scraping on musical instruments in noise concerts in Berlin to the window displays in Frankfurt’s sex shops, where there wasn’t anything that wasn’t abrasive and distressing. Certainly, I’ve no reason to retract any of this, but at a certain point I thought that if any sadomasochistic musical ideas did come to me, I would tie them in with a good dose of divertissement, as if to dilute them in a game, or alternatively, I would translate them into suave movement.

In the pieces with electronics, my aspiration is to have the listener perceive that the music is written “now”, in the moment that I realise it. I would like to still feel this need many years from now, when, to paraphrase Picasso, I will have come to realise that it takes a long time to become young. At times I draw inspiration from the world of rhythmic electronic music. I began to do so in 1999, with a study for flute and electronics, and even more so with 5, written in 2002. At my conservatorium I often encounter DJ/producers, fans of synthpop, cultivators of experimental techno and so on. All of this cannot not have an influence, at least in part, on what I write. The electronics of my pieces is often conceived as a synchronic element. The rhythmic structures are characterised by what I call digital expression, where the word “digital” is to be taken not only in its common sense but as a form of expression made up of quantised rhythms that “split” the millisecond. It’s precisely this precision in the temporal flow that should unleash the digital expression. The electronics is superimposed on or hooked up to the live instruments so as to give back a sound that is by and large “geometric”, rectilinear, and assimilable with discretised digital figures. Thus, through synthetic sounds and electronic elaborations I seek to elucidate the sense of rhythmic articulation.

At various points in 5, 7, 11 and Questo è un gruppo e pace there are structures wedged into each other. To point to some of the basic ideas in these pieces, one might speak of “rhythmico-dialogic segmentation”: between one instrument and another there come into play rapid gestural exchanges of a rhythmic character, there are actions/reactions between groups of notes (or between notes and timbres), ironic, lightning-quick dialectics between sonoric fragments that mutually complete one another. Esistere lago, nulla e un tempo, on the other hand, develops ideas that are the mirror image of those just illustrated: union more than fragmentation, calm rather than frenzy… Perhaps the double character referred to at the beginning is an unconscious way of generating the idea of opposites that complete each other, as if out of a desire to summon up the figure of a musical tao.

Not wanting to make specific references in the titles, I used numbers to identify the pieces, like 5, 7 and 11. There are also some non-numerical titles of a vaguely Dadaist stamp that came about out of an attraction I have to nonsense. What’s involved are sentences conceived as if tiny compositions in words: meaning does not have priority in the choice of the terms, as if every single word were a note or a timbre.

I conclude by listing almost off the top of my head the things that might have influenced the compositions I write: the character of 17th and 18th century Italian instrumental music, the paintings of Klee and Mirò, relativism, sampling, children’s colour drawings, the delightful illustrations of Jacques Callot, IDM electronics, MIDI sequencers, Wilhelm von Gloeden’s photos, Rossini’s irony, Tristan Tzara’s Dadaist writings, certain landscapes that have disappeared…

Emanuele Casale

mdi ensemble

Sonia Formenti, flauto
Paolo Casiraghi, clarinetto
Francesca Alleva, oboe
Laura Costa, fagotto
Angelo Pollino, corno
Marco Esperti, tromba
Alessandro Castelli, trombone
Luca Ieracitano, pianoforte
Simone Beneventi – Luca Casiraghi, percussioni
Lorenzo Gentili Tedeschi – Carlotta Conrado – Clara Franziska Schoetensack, violini
Paolo Fumagalli, viola
Giorgio Casati, violoncello
Samuele Sciancalepore, contrabasso

Carlo Goldstein, assistente alla direzione artistica
Paolo Casati, Lorenzo Dal Ri, regia del suono

Edizioni Casa Ricordi / Universal Music (7, 11, Esistere lago, nulla e un tempo, Questo è un gruppo e pace) e Nuova Stradivarius (5).